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BIMBI A CASA DOPO POCHE SETTIMANE DI SCUOLA?
E’ LA “SINDROME DELLA CAMPANELLA”, 10 CONSIGLI AI GENITORI

E’ un continuo tossire, raffreddore, respiro ‘a fischietto’, febbre. Sono trascorse poche settimane dalla ripresa della scuola eppure per i più piccoli è ricominciata quella che gli esperti chiamano la “Sindrome della campanella”, un insieme di sintomi influenzali che, complici i primi freddi, l’umidità e il ritorno alla vita di comunità, costringono i bimbi a letto in maniera ricorrente con la conseguenza di assenze continue e genitori super stressati.

MSD Italia è vicina alle mamme e ai papà e, con l’aiuto di esperti pediatri, ha realizzato l’opuscolo “Mamma, papà conoscete la “Sindrome della Campanella” una guida che prende per mano i genitori attraverso 11 tappe corredate da disegni e semplici didascalie che portano gli adulti alla scoperta di questa sindrome.

Non abbassare la guardia e non sottovalutare la situazione, è il primo suggerimento.
A scuola i bambini trovano ad aspettarli oltre ai compagni e agli insegnanti, numerosi virus respiratori, in particolare i rinovirus principali responsabili delle sindromi para influenzali, che colpiscono soprattutto all’asilo e alle elementari, e del “riaccendersi” di una serie di disturbi delle vie respiratorie con riacutizzazione di bronchiti asmatiformi. I sintomi sono inconfondibili: raffreddore, naso chiuso, tosse fastidiosa sia di giorno che di notte, ricorrenti episodi febbrili, respiro sibilante detto ‘a fischietto’ o wheezing che colpisce almeno un bambino su 3 nei primi tre anni di vita.

Tenere i piccoli a casa, lontani dalla classe e dagli altri bambini non sempre serve, anche perché con l’arrivo della stagione invernale il quadro peggiorerà. L’epidemia autunnale non va presa sottogamba. C’è meno sole, nell’ambiente aumentano pure gli acari della polvere e le muffe, e i banchi di scuola diventano il ricettacolo di virus che in un bambino predisposto al broncospasmo riacutizzano i problemi respiratori.

L’errore più grande che i genitori possono commettere è sottovalutare il problema, perché questi bimbi possono essere aiutati e si può, con la giusta prevenzione e cure adeguate, migliorare la loro qualità di vita. Se il bambino si ammala è bene lasciarlo a casa qualche giorno in più per proteggere lui e gli altri, però la soluzione non è tenerlo lontano da tutti ma pensarci per tempo, parlarne con il pediatra e valutare insieme la possibilità di cominciare una terapia di fondo che funziona non sul singolo sintomo ma sul lungo periodo. In ogni caso è giusto intraprendere una cura adeguata in tutti quei casi in cui la sintomatologia è tale da compromettere la vita del bambino al punto da indurlo a rinunciare alla possibilità di fare sport a livello più intenso o, comunque, attività che richiedono una respirazione non compromessa.

Nell’opuscolo “Mamme, papà conoscete la “Sindrome della Campanella”? si raccomanda ai genitori di tenere in considerazione tre evenienze:
Tuo figlio … si ammala appena torna a scuola? ha spesso tosse e raffreddore? ha il respiro ‘a fischietto’?

Ecco i 10 consigli da non dimenticare:

1 - Fai attenzione se tuo figlio soffre spesso di tosse, raffreddore, respiro ‘a fischietto’.
2 - Pensa se tuo figlio inizia a riammalarsi subito dopo la ripresa della scuola e fai il conto di quante volte l’anno scorso è rimasto a casa per questi disturbi.
3 - Dopo un episodio di malattia non riportare subito il bambino a scuola ma lascialo qualche giorno convalescente a casa.
4 - Fai caso se dopo uno sforzo (un pianto prolungato, una risata, una corsa affannosa o anche semplicemente quando gioca vivacemente con i suoi amici) respira ‘a fischietto’.
5 - Evita che la cameretta diventi fonte di eccessiva esposizione ad allergeni, limita peluche, tende e tappeti; intervieni su materassi e cuscini con appositi tessuti di protezione; controlla che non compaiano muffe sulle pareti; scegli materiali a bassa emissione di inquinanti chimici per arredamenti e finiture.
6 - Fai attenzione al fumo passivo e anche a quello di ‘terza mano’. Arieggia gli ambienti a lungo se qualcuno ha fumato e non prendere in braccio tuo figlio dopo aver spento la sigaretta, gli elementi nocivi restano nell’aria e sui tessuti.
7 - Aiuta tuo figlio a scegliere uno sport adatto alle sue caratteristiche: in ogni caso il movimento è utile per la salute dei bambini e per il loro sviluppo. Non è necessario eccedere nella spinta verso l’agonismo ma è importante che il bambino trovi gratificazione nell’attività fisica.
8 - Attenzione alla bilancia! Il sovrappeso e l’obesità sono nemici dei bambini. E possono influire negativamente anche sulla respirazione.
9 - Scegli la dieta mediterranea, ricca di pesce, vegetali, frutta, verdura, grano e olio extravergine d’oliva.
10 - Segui con scrupolo e con costanza la terapia che ti consiglia il pediatra anche in assenza di sintomi. Aiuta a prevenire episodi più seri.


L’intenzione di MSD Italia con questa iniziativa è di proteggere la salute dei più piccoli, perciò un’ultima raccomandazione a mamma e papà: se pensi che tuo figlio sia interessato dalla “Sindrome della Campanella” o presenta i sintomi descritti, parlane con il tuo pediatra, valuterà la situazione e saprà consigliarti.