MSD For Mothers: affinchè nessuna donna debba morire dando la vita

Ogni anno, nel mondo, oltre mezzo milione di donne muore per complicazioni legate alla gravidanza o al parto. Più di 1.000 al giorno. Per ogni donna che non ce la fa, altre venti rimangono disabili a vita e i bambini che sopravvivono corrono a loro volta un rischio maggiore di morire. Si muore a causa di un ampio spettro di complicazioni durante la gravidanza, il parto o il periodo immediatamente successivo: emorragia, disordini ipertensivi e malattie cardiovascolari, aborto, sepsi, malaria e HIV/AIDS. Si muore anche a causa della povertà, per la mancanza d'istruzione o di una qualsiasi forma di assistenza sanitaria. La mortalità materna è probabilmente la più antica tragedia sanitaria, ma la maggior parte dei decessi è evitabile. Con questo scopo in mente, abbiamo lanciato l'iniziativa "MSD for Mothers" attraverso la quale intendiamo dare il nostro contributo concreto al raggiungimento di uno dei più importanti obiettivi delle Nazioni Unite: la riduzione della mortalità materna di almeno il 75 per cento.

In questo progetto investiremo 500 milioni di dollari nei prossimi dieci anni e metteremo a disposizione le nostre conoscenze, scientifiche e commerciali, affinché le soluzioni terapeutiche oggi più efficaci siano disponibili per un numero sempre crescente di donne; ci impegneremo, inoltre, a sviluppare nuove opzioni terapeutiche all'avanguardia, migliorando al contempo il livello di educazione e consapevolezza dell'opinione pubblica. Vogliamo fare la differenza nella vita di un maggior numero di persone ed in un numero sempre crescente di Paesi. Attraverso MSD For Mothers MSD Italia ha deciso di stanziare un contributo di 1.3 milioni di dollari a sostegno del Progetto DREAM della Comunità di Sant’Egidio per un programma triennale in Mozambico. Puntiamo ad integrare l’assistenza al parto, alla maternità e ai servizi neonatali all’interno della cornice della lotta all’HIV che è il punto di forza del Programma DREAM. Si tratta di interventi a breve e a medio termine, come i test per l’HIV, la costruzione di laboratori di biologia molecolare, la formazione di personale sanitario medico e paramedico e una serie di altre iniziative. Gli sforzi si concentreranno su 11 Centri sanitari del Paese e si pongono l’obiettivo di formare almeno 300 addetti tra medici e personale sanitario soprattutto per prevenire la trasmissione materno fetale del virus da HIV, tra le principali cause di mortalità materna e infantile nel Paese.